ΦΩΣ – Arts & Culture
Associazione per lo Sviluppo delle Arti Classiche APS
FOS out there


A TUTTO TONDO
Rondò dei Talenti, Cuneo - Che cos’è il talento?
Siamo arrivati a Cuneo con una domanda piuttosto semplice: che cosa intendiamo oggi, in Italia, quando parliamo di talento?
Dall’8 all’11 luglio FOS ha seguito A tutto tondo, il Festival dell’educazione organizzato dal Rondò dei Talenti: quattro giornate di incontri, Summer School, laboratori e spettacoli dedicate all’educazione, all’orientamento e alla crescita.
Il Rondò è già di per sé un’esperienza interessante. Nato negli spazi dell’ex UBI Banca e promosso dalla Fondazione CRC, è un luogo aperto che lavora stabilmente con scuole, giovani, famiglie, insegnanti, educatori e professionisti della provincia di Cuneo.
La nostra presenza era esplorativa. Volevamo capire come il talento venga riconosciuto e incoraggiato prima di arrivare al palcoscenico, al set o, più semplicemente, al mondo professionale.
Per chi lavora nello spettacolo il termine ha un significato molto concreto. Nel cinema, e in particolare nell’industria americana con la quale FOS mantiene rapporti professionali, siamo abituati a casting director, agenti, produttori e registi: persone il cui lavoro consiste anche nell’individuare capacità, personalità e potenziale, e nel capire se qualcuno sia pronto a trasformarli in una professione.
A Cuneo abbiamo incontrato l’altro capo dello stesso percorso: insegnanti, educatori, psicologi e professionisti che quei talenti possono incontrarli molti anni prima.
È stato probabilmente questo l’aspetto più interessante.
Se vogliamo prendere in prestito Aristotele, potremmo dire che tra atto e potenza c’è di mezzo una parte importante dell’educazione. Un talento non è ancora una carriera e forse non deve necessariamente diventarlo. Ma riconoscerlo, dare a un ragazzo gli strumenti per conoscerlo e la fiducia per metterlo alla prova è già molto.
Il confronto con il sistema educativo italiano ci ha mostrato un approccio spesso attento alla persona, all’ascolto e alla scoperta delle capacità individuali. Il passaggio successivo, per chi sceglierà una professione artistica, sarà diverso: il teatro e il cinema sono mondi competitivi, nei quali al talento vengono richiesti disciplina, preparazione, resistenza e capacità di misurarsi con gli altri.
È proprio fra questi due mondi che realtà come FOS possono avere qualcosa da dire.
Scuola e industria culturale hanno buone ragioni per parlarsi di più. La prima incontra il talento quando è ancora una possibilità; la seconda sa che cosa accade quando quella possibilità decide di diventare mestiere.
Non si tratta di insegnare ai ragazzi a essere migliori degli altri. Prima ancora, si tratta di dare loro gli strumenti per diventare migliori di ciò che erano ieri: conoscere le proprie capacità, lavorarci sopra, accettare il confronto e capire che il talento, da solo, non basta.
Per FOS, il viaggio intorno a questa domanda è appena cominciato.



Biennale Teatro 2026 — 54° Festival Internazionale del Teatro diretto da Willem Dafoe
FOS è stata alla Biennale Teatro di Venezia per il 54° Festival Internazionale del Teatro, diretto da Willem Dafoe.
Come sempre, siamo arrivati con le nostre convinzioni e siamo ripartiti con qualche domanda in più.
Il nostro teatro rimane fortemente legato alle storie, ai personaggi, alla parola e al rapporto con il pubblico. Alla Biennale abbiamo incontrato un panorama contemporaneo molto più vasto: linguaggi, esperimenti e modi diversi di intendere la scena. Alcuni più vicini alla nostra sensibilità, altri decisamente meno.
Ma forse non era questo il punto.
La cosa più interessante è stata constatare quanto il teatro, dopo oltre duemilacinquecento anni, continui ad essere praticato e scelto da generazioni molto diverse. Giovani attori, registi, autori e spettatori accanto a persone che lo frequentano da una vita. Nello stesso luogo e, soprattutto, nello stesso momento.
Willem Dafoe, presentando questa edizione della Biennale, ha insistito su tre caratteristiche del teatro: l’immediatezza, il carattere rituale e l’incontro umano.
È difficile trovare una definizione più semplice.
Viviamo circondati da immagini. Cinema, piattaforme, videogiochi, social media e ora intelligenza artificiale producono esperienze visive sempre più sofisticate. Eppure il teatro continua a proporre qualcosa di molto più antico: alcune persone entrano in una stanza, altre persone le aspettano, e per un certo tempo condividono una storia.
Non si può mettere in pausa. Non si può replicare esattamente. Quello che accade quella sera appartiene a chi era sul palcoscenico e a chi era seduto davanti.
Per chi, come FOS, lavora anche nel rapporto fra teatro e cinema, questa differenza è diventata ancora più interessante. La tecnologia può rendere l’immagine sempre più perfetta; il teatro continua invece a fondarsi sulla presenza, con tutto il rischio e l’imperfezione che comporta.
Forse proprio per questo conserva una possibilità particolare.
In anni nei quali l’attenzione del pubblico è contesa da una quantità di strumenti senza precedenti, il teatro può tornare ad essere una scelta sorprendentemente contemporanea: uscire di casa, sedersi accanto ad altri sconosciuti e dedicare un’ora o due a persone vere che stanno facendo qualcosa davanti a noi, in quel preciso momento.
La Biennale 2026 lo ha mostrato anche attraverso i suoi riconoscimenti: il Leone d’Oro alla carriera a Emma Dante e il Leone d’Argento al ventisettenne Mario Banushi. Esperienze e generazioni lontane, raccolte nello stesso luogo e dalla stessa necessità di fare teatro.
Il cinema continuerà a cambiare. L’intelligenza artificiale cambierà ancora il modo in cui produciamo e consumiamo immagini. Il teatro, naturalmente, cambierà con loro.
Ma finché qualcuno avrà una storia da raccontare e qualcun altro sceglierà di essere lì ad ascoltarla, resterà qualcosa di difficilmente sostituibile.
Un incontro.

FOS per le scuole
La cultura non si studia soltanto: si abita, si prova e si mette in scena.
Crediamo che il primo incontro con il teatro, il cinema e la scrittura debba avvenire dove le idee e le vocazioni iniziano a prendere forma: nelle aule scolastiche.
FOS entrerà negli Istituti Scolastici con un programma strutturato di laboratori, incontri e masterclass per portare studenti e insegnanti dentro i meccanismi vivi della narrazione. Non si tratta di fare teoria astratta, ma di offrire una vera e propria cassetta degli attrezzi per capire come nasce una storia, come prende corpo un personaggio e come si trasforma un'intuizione in una sceneggiatura o in uno spettacolo.